venerdì, agosto 31, 2007

La lunga estate calda

Dicevano che sarebbe stata l’estate più calda di tutti i tempi, come naturale conseguenza di un inverno fin troppo mite e di un innalzamento delle temperature medie stagionali che ormai da anni procede con ritmo incalzante. Ed effettivamente il caldo non è stato per nulla clemente, anzi i picchi di temperature toccate sono più che sconvolgenti. Eppure personalmente non mi sento di dire che questa estate sia stata così tremenda.

Abbiamo avuto un’ondata di caldo a giugno, quando il termometro ha abbondantemente superato i 40° e il consumo esagerato dei condizionatori ha fatto saltare il sistema di distribuzione di energia elettrica, forse troppo impreparato a gestire una situazione simile. Poi tutto è rientrato nella norma ed abbiamo vissuto un clima estivo regolare.

Poi abbiamo avuto un’altra ondata di caldo a luglio ma stavolta l’energia elettrica non è venuta a mancare e dopo pochi giorni ancora una volta tutto è rientrato nella norma.

E stiamo vivendo un altro periodo infuocato in questi giorni, a causa del vento di scirocco che ha portato aria calda ed afa. I metereologi assicurano che a breve anche questa ondata finirà e torneremo nella norma.

L’allarmismo quindi sollevato prima dell’estate forse era un po’ esagerato. Da come ci era stata prospettata la situazione avremmo dovuto vivere in un clima di caldo afoso per tutti i tre mesi estivi, quando in realtà, a parte i tre picchi di caldo sopra citati, l’estate si è consumata regolarmente, come tutte le estati. Allora mi chiedo: perché creare tanti allarmismi? Perché ci prospettano sempre una situazione disastrosa e senza rimedio?

Un recente sondaggio ha decretato che la maggiore preoccupazione della popolazione italiana è l’instabilità del clima e le sue drammatiche conseguenze. Forse è vero che la natura è impazzita, forse è vero che succedono cose strane, ma nessuno fino ad ora è riuscito a spiegarle in modo corretto, e più che dell’instabilità del pianeta mi preoccuperei delle informazioni allarmistiche che ci vengono sciorinate quotidianamente. È come se qualcuno ci godesse a farci stare tesi sulla corda dell’incertezza.

Ciò che invece mi desta maggior preoccupazione è il numero di incendi e le devastazioni che ne conseguono. Fino a qualche anno fa gli incendi si “limitavano” a bruciare ettari di boschi ma senza quasi mai intaccare le abitazioni. Da quest’anno invece molte case sono state distrutte, molte persone uccise e l’esempio della Grecia è forse il più emblematico. È come se la piromania si stesse diffondendo come una malattia infettiva e inducesse la gente a seguire le gesta di “colleghi” incendiari. Siamo arrivati all’assurdo: qualche giorno fa un tizio ha dato fuoco alla sua stanza d’albergo perché la sera precedente gli avevano servito una cena poco gradevole.

Ci sono i piromani che agiscono con scopi ben precisi, ma ci sono anche i pazzi. E questo è veramente preoccupante perché andiamo incontro ogni volta a stragi e distruzioni sempre più gravi.

Mi auguro che si faccia qualcosa per fermare questo massacro…



Technorati tags: , ,

martedì, agosto 28, 2007

Noto: una vacanza tra mare e cultura

Una zona incontaminata...
Forse fra qualche anno anche il cosiddetto “progresso” arriverà da queste parti portando con sé una buona dose di turismo di massa, ma per il momento la zona di Noto e dintorni, in provincia di Siracusa, resta un piccolo angolo di paradiso incontaminato, dove trascorrere delle vacanze rilassanti e culturali allo stesso tempo. Non è semplicissimo arrivare da queste parti: partendo da Palermo si percorre l’autostrada per Catania; una volta giunti al capoluogo etneo si prosegue per Siracusa fino a Cassibile, dove si interrompe l’autostrada e a questo punto ci aspettano 21 km di curve…
21 km di strada statale delimitata dai caratteristici muri a secco (realizzati con blocchi di pietre squadrate e poggiate le une sulle altre senza cemento o malta) e circondata da infinite campagne ancora selvagge ed aspre. Sparsi su questi terreni si trovano distese di coltivazioni di uva e pomodorini. Dopotutto siamo nella terra del pomodoro ciliegino di Pachino e del vino Nero d’Avola!

Il mare
Le spiagge, prevalentemente sabbiose, sono molto belle ed ideali per chi predilige la natura incontaminata e pulita alle spiagge attrezzate e affollate. Come non restare incantati di fronte alla Riserva Naturale di Vendicari, che va da Noto a Pachino, e che si presenta come una oasi di pace e tranquillità? La riserva è formata da una vasta pianura, caratterizzata dalla presenza di 3 grandi pantani di acqua salmastra, vero e proprio ristoro per gli uccelli migratori che vi fanno rotta nella stagione invernale, e da km di costa con acque caraibiche di rara bellezza.
Come per tutte le riserve naturali, raggiungere le spiagge non è semplice ed immediato, ma l’eventuale fatica è ampiamente ricompensata dalla bellezza. Mettete seriamente in conto che vi ci vorrà parecchio tempo prima di richiudere la bocca dallo stupore e non potrete fare a meno di costatare, per l’ennesima volta, che la natura è sicuramente la più grande artista in assoluto, capace di fondere armonia, bellezza e perfezione in un unico scenario. Una delle spiagge più accessibili è quella di San Lorenzo, la più a sud, caratterizzata da sabbia chiara e acqua cristallina. Ma la più bella è quella di Calamosche, raggiungibile dopo un lungo percorso a piedi di circa 20 minuti, che però apre le porte ad uno scenario fantastico.
Scendendo lungo la costa si incontrano altre spiagge interessanti, come Marzamemi con la sua suggestiva tonnara e Portopalo di Capopassero con la sua isoletta raggiungibile anche a nuoto. Ma la più interessante fra tutte le spiagge è sicuramente l’Isola delle Correnti, ovvero il punto più a sud di tutta l’Italia. In questa punta mar Ionio e mar Mediterraneo si incontrano, creando un fantastico gioco di acque: infatti, a seconda delle correnti, è possibile notare un litorale con acqua calma e piatta e un altro litorale con mare mosso. Per le sue caratteristiche questo posto è una meta ambita da chi pratica windsurf. L’isoletta, collegata alla terra ferma da una lingua di sabbia, è raggiungibile a piedi. Unico inconveniente il vento molto forte che impedisce anche di sdraiarsi sulla spiaggia. Ma se così non fosse non si chiamerebbe Isola delle Correnti!


Arte e cultura: il Barocco in Sicilia
Una vacanza in questa zona offre, oltre alle bellezze naturalistiche, anche altre bellezze di natura artistica da non sottovalutare. La cittadina di Noto, patrimonio dell’UNESCO, è un piccolo gioiello barocco che deve, paradossalmente, la sua bellezza al terremoto che nel 1693 la rase al suolo assieme a tutti i paesi circostanti. Migliaia morirono all’epoca e si fece molto per ricostruire la città in tempi brevi, a circa 4 km dal vecchio centro abitato. Lungo il viale principale di Noto, Corso Vittorio Emanuele, è possibile ammirare parecchie chiese interessanti, tra le quali spiccano il Duomo con la sua lunga e larga scalinata, il complesso benedettino composto dalle chiese di S. Salvatore e S. Chiara, la chiesa di S. Carlo e la chiesa di S. Domenico. Provate a passeggiare lungo questo viale la sera, con tutti gli edifici illuminati, i negozietti aperti e gruppi folkloristici che eseguono canti popolari siciliani ed avrete l’impressione di trovarvi in una capitale europea!
La città di Noto si caratterizza anche per delle importanti manifestazioni, come la festa di S. Corrado il 19 febbraio (accompagnata da una bella e coinvolgente processione) e l’infiorata che si tiene la terza domenica di maggio. Durante l’infiorata, in via Nicolaci, vengono composti dei mosaici con i petali dei fiori, creando delle composizioni molto belle e attirando migliaia di turisti. Ma se per caso, durante un caldissimo pomeriggio di agosto, vi capita di notare gruppi di persone che percorrono a piedi scalzi la statale, sotto il sole cocente, non vi preoccupate, non sono dei folli o dei malati di mente fuggiti da un manicomio, ma semplicemente devoti a S. Corrado e disposti a questa estenuante fatica per ricompensare il santo patrono dopo avere chiesto una grazia!
Altri luoghi da visitare in zona sono: Modica, Ragusa Ibla, Palazzolo Acreide, Sortino, Buscemi, i laghetti di Cavagrande e tanto altro ancora. Se poi amate il cioccolato, allora non potete non fare un salto all'antica cioccolateria Bonajuto che vi offrirà cioccolato squisito e aromatizzato...
Insomma un luogo ideale dove è difficile annoiarsi e dove ci si può stupire ogni istante sempre di più. Perché la Sicilia è una terra bella ed ancora selvaggia e racchiude in sé un patrimonio immenso che si va scoprendo poco alla volta.
Dove vi conviene alloggiare? Io vi consiglierei il B&B Sierra Vento che si trova su una collinetta a 10 minuti dal centro di Noto. Lontano dal caos, da questa collinetta è possibile ammirare un panorama mozzafiato che si prospetta davanti a tutta la costa e alla città. Da qui poi è abbastanza semplice raggiungere tutti i punti sopra citati e grazie alle indicazioni e ai preziosissimi consigli di Vincenzo ed Antonella, sarà ancora più semplice raggiungerli senza perdersi. Perché in questa zona i cartelli stradali non funzionano sempre al 100%...


Technorati tags: , , ,

giovedì, luglio 12, 2007

Harry Potter e l'Ordine della Fenice

Genere: avventura
Durata: 142 minuti
Regia: David Yates
Cast: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Jason Isaacs, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Ralph Fiennes, Michael Gambon, Brendan Gleeson, Gary Oldman


Tempi duri per il mondo della magia. Lord Voldemort, il signore oscuro, è tornato ed è pronto a radunare il suo esercito per prendere possesso del potere che aveva un tempo. Avevamo infatti lasciato Harry Potter, al termine de “Il calice di fuoco”, reduce dal faccia a faccia con il mago che ha cambiato il suo destino, tornato in vita grazie ad una magia nera. Ma il mondo della magia, memore di quanto accaduto 14 anni prima, non è pronto per accettare una notizia simile ed è per questo che il ministero intraprende una campagna diffamatoria contro Harry Potter e contro Silente, rei di voler impaurire inutilmente la gente per i loro scopi. Questa volta Harry Potter dovrà combattere contro un nemico ben peggiore di quanto potesse aspettarsi: la maldicenza. Saranno in molti a non credergli e a crederlo un pazzo, ma i suoi amici saranno sempre al suo fianco ed è in loro che troverà la forza ed il coraggio per andare avanti e per continuare la sua battaglia.
“Harry Potter e l’Ordine della Fenice” è il quinto episodio della serie più fortunata e seguita di tutti i tempi, l’episodio più oscuro, il più tetro, il più complesso. Ma se il romanzo risulta essere a tratti troppo lungo e farraginoso, il film è riuscito a snellire di molto la trama, rendendola molto più fluida e leggibile, anche se molte parti sono state ignorate ed alcuni personaggi e situazioni sono saltati o appena accennati.
Accanto ad Harry ritroviamo gli amici di sempre: gli inseparabili Ron ed Hermione, i migliori amici di Harry; i gemelli Fred e Gorge Weasley, ideatori di una serie di scherzi che vendono ai ragazzi della scuola; Ginny Weasley, non più la bambina timida del secondo episodio; Neville Paciock, imbranato ed ingenuo, che confesserà ad Harry la verità sui suoi genitori; Cho Chang, il primo amore di Harry ed anche la ragazza a cui darà il suo primo bacio; e Luna Lovegood, una ragazza un po’ strana e lunatica che però si rivelerà un’amica fedele e simpatica. Insieme ad altri amici formeranno l’esercito di Silente, per prepararsi ad affrontare le terribili cose che stanno per accadere.
Ma gli adulti non stanno a guardare e così fondano L’Ordine della Fenice, un’associazione che combatte contro Voldemort e contro i suoi seguaci, i Mangiamorte. A proteggere Harry questa volta, oltre a Silente, c’è anche Sirius Black, il padrino di Harry, costretto a nascondersi perché ritenuto un pericoloso assassino. Sirius è l’unico legame di parentela positiva che rimane ad Harry, ed anche l’unico che ha conosciuto molto bene i suoi genitori. I suoi consigli e la sua presenza saranno di continuo conforto. Dall’altro lato si introduce un nuovo e buffo personaggio: Dolores Umbridge, una donna mandata dal ministero per inquisire tutto ciò che viene fatto ad Hogwarts. La Umbridge è l’esatta contrapposizione di Silente e con i suoi metodi retrogradi tenterà di trasformare la scuola in un tribunale dell’inquisizione dove tutto è vietato, persino fare magie di difesa, poiché non c’è nulla da cui difendersi.
Non mancheranno le scene mozzafiato e spettacolari, tra le quali segnaliamo il volo notturno con le scope a Londra, l’uscita di scena dei gemelli Weasley e il combattimento finale che non lesinerà una dolorosa perdita.
Con questo episodio si ribadisce sempre di più che il tempo dei giochi, dei divertimenti e degli scherzi è ormai finito. La vita di Harry non è mai stata semplice ed ogni anno è stato costretto ad affrontare delle dure prove, ma da adesso in poi nulla sarà come prima perché il male sta prendendo il sopravvento e il destino di Harry è sempre più legato a quello di Voldemort.



Technorati tags: , ,

giovedì, giugno 28, 2007

Che ne sarà di noi

Quando andavo alle elementari la maestra proponeva temi che avevano come argomento principale l’inquinamento della terra e le conseguenze di esso sulla nostra vita. Erano anni difficili quelli: il terrorismo in Italia mieteva tante vittime, la gente moriva allo stadio per vedere una partita e a Chernobyl una centrale nucleare esplodeva, spargendo sul mondo intero le sue radiazioni assassine. Anche se tutto questo era accaduto molto lontano da noi, si consigliava di non bere il latte e di non mangiare verdure, e si monitoravano i movimenti della nube tossica.

Le notizie del telegiornale non erano confortanti. Al di là della nube tossica c’erano altri problemi da fronteggiare, come l’imminente fine del petrolio, l’effetto serra, l’innalzamento delle temperature, l’aria inquinata, le foreste disboscate e il deserto che avanzava. Tutto ciò dipingeva un futuro assai difficile, per non dire quasi improbabile, in cui avremmo vissuto su un pianeta in disfacimento continuo. La panacea di tutti i mali sembrava essere la sensibilizzazione al buon senso e al rispetto per la natura. In poche parole sarebbe bastato ridurre l’uso delle automobili e degli spray deodoranti per migliorare sensibilmente la situazione. Ma ben poco migliorava e mi prendeva uno stato di angoscia tale che guardavo quasi con disprezzo chi continuava a vivere tranquillamente come se niente fosse. Come si poteva sposarsi, avere dei figli e programmare il futuro sapendo che presto la catastrofe ci avrebbe assaliti? Come pensare di vivere su un pianeta in cui l’aria era irrespirabile, le temperature insopportabili e l’acqua inesistente? Angoscia, terrore, paura e sgomento sono solo alcune delle sensazioni che ricordo.

Sono passai 25 anni da allora eppure niente è migliorato. Anzi tutto è peggiorato: le automobili sono aumentate a dismisura; le foreste stanno scomparendo sia a causa del disboscamento che degli incendi estivi; il petrolio non è affatto finito anzi sembra una fonte inesauribile che ci tiene in uno stato di schiavitù; le navi petroliere affondano al largo e spargono i loro liquidi sul mare, uccidendo flora e fauna; i ghiacciai si sciolgono repentinamente ed ogni anno centinaia di spiagge spariscono a causa dell’innalzamento delle acque; le alluvioni trasformano in acquitrini centinaia di centri abitati; gli uragani cancellano intere città; le temperature sono sempre più calde ed insopportabili; il clima sembra impazzito e gli sbalzi di temperatura sono all’ordine del giorno. Che cosa sta succedendo? Dove andremo a finire? Perché non si fa niente per migliorare la situazione? E soprattutto, possiamo fare davvero qualcosa per migliorare la situazione?

Alcuni studiosi sostengono che l’inquinamento atmosferico c’entri poco con la situazione che stiamo vivendo. Il nostro pianeta, in miliardi di anni di vita, ha subito tanti cambiamenti e, come ci sono state le ere glaciali, allo stesso tempo ci sono stati i periodi di surriscaldamento. E tutto ciò è avvenuto in modo graduale, nel corso di migliaia di anni. È a causa di questi eventi così catastrofici che molte razze di animali si sono estinte (vedi i dinosauri), mentre altre hanno subito dei cambiamenti necessari per adattarsi alle nuove condizioni climatiche. Se così fosse, allora noi che cosa possiamo fare? Poco e niente, perché fermare il corso della natura è praticamente impossibile.

Tuttavia la certezza della causa di questo strano periodo non la sapremo mai.

Non facciamo altro che dire “Non ci sono più le mezze stagioni” perché si passa dal caldo al freddo in modo repentino, eppure Leopardi, nel suo Zibaldone, già manifestava questo problema e a quel tempo l’inquinamento non c’era! A cosa dobbiamo credere allora? Perché nessuno ci da risposte serie e concrete? Perché siamo costretti a vivere in questo perenne stato di precarietà?



Technorati tags: , , ,

Pirati dei caraibi ai confini del mondo


Genere
avventura
Durata
168 minuti
Regia
Gore Verbinski
Cast
Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Geoffrey Rush, Jonathan Pryce, Bill Nighy, Chow Yun-Fat, Tom Hollander, Stellan Skarsgård, Kevin R. McNally, Mackenzie Crook, Lee Arenberg, Martin Klebba, Keith Richards, Naomie Harris
Produzione
USA 2007

Belli sicuramente non sono, con i loro volti solcati dal sole e dal sale delle acque dei mari dei Carabi, i capelli increspati e sudici, i denti anneriti e molteplici cicatrici a ricordare battaglie precedenti: sono loro, i pirati dei Carabi, sempre alla ricerca di nuove avventure. Questa volta i nostri eroi partono verso mari sperduti, oltre i confini del mondo, per salvare Jack Sparrow, intrappolato nello scrigno di Davy Jones a seguito di un debito pagato, e la sua nave, “La Perla Nera”. Ma i pirati si sa, sono volubili e poco attendibili, e nessuno di loro parte per questa impresa senza un secondo fine che vada ben oltre il desiderio di salvare il pirata più simpatico e stravagante dei mari.
La tendenza ad una trama fitta ed articolata l’avevamo già notata nell’episodio precedente, “Pirati dei Carabi alla ricerca del forziere fantasma”, ma in questo nuovo capitolo la tendenza è diventata una certezza. Molta la carne al fuoco: oltre al salvataggio di Jack si mescolano altri interessi, come sconfiggere Lord Beckett che sta condannando a morte tutti i pirati; uccidere Davy Jones e liberare tutti i pirati schiavi; recuperare la storia d’amore tra Elisabeth e Will; impossessarsi della Perla Nera, l’unica nave in grado di sconfiggere l’Olandese Volante; scopriremo l’origine della cattiveria di Davy Jones, la maledizione che incombe sull’Olandese Volante e i poteri della dea Calypso; faremo la conoscenza della Fratellanza fra i pirati, figlia di un antico giuramento; rivedremo il capitano Barbossa; e finalmente sapremo se Elisabeth ama Will o Jack.
Ovviamente il tutto è condito da tradimenti, ammutinamenti, battaglie epiche, cambiamenti di piani, bussole che indicano la rotta verso quello che più desideriamo, mappe che ruotano e che devono essere interpretate e via dicendo. Insomma, se volete capire a fondo tutto il film allora non perdetevi né una scena né una parola, perché altrimenti finirete anche voi per perdervi nei mari sconfinati. Se invece volete solo rilassarvi, allora godetevi la magnificenza delle scene apocalittiche e i divertenti siparietti dell’eccentrico capitano Jack Sparrow. Personaggio davvero sopra le righe Jack, così divertente e allo stesso tempo così misterioso, al punto che nessuno fino ad ora ha capito se finge di non capire o se non capisce per davvero! Ed il merito, lasciatemelo dire, è tutto di Johnny Depp!

Technorati tags: , , ,

lunedì, maggio 28, 2007

Analisi del capionato di calcio 2006/2007


Con l’ultimo verdetto decretato all’ultima giornata che ha visto il Chievo retrocedere in serie B, si è concluso il campionato di calcio 2006/2007. Un campionato atipico questo, che arriva dopo il trionfo ai mondiali di Germania e che per la prima volta si svolge senza la Juventus (che ha trionfato tra i cadetti) e con tante squadre partite con una forte penalizzazione.

L’Inter, come era prevedibile, ha vinto lo scudetto. Certo prevedibile è un termine poco adeguato se accostato alla squadra nerazzurra, capace di perdere scudetti già acquisiti negli anni passati e che tutte le volte che trionfa lo fa sfracellando ogni record di vittorie, punti e via dicendo. La squadra di Mancini ha sicuramente meritato, anche se i dubbi relativi a questa squadra permangono sempre e prima di dire che sia iniziato un ciclo è bene aspettare ancora un po’.

Al secondo posto arriva la Roma di Spalletti e di Totti, la squadra che ha giocato il miglior calcio in Italia.

In Champions vanno anche Lazio e Milan, partite con penalizzazioni, che però hanno recuperato lo svantaggio grazie a prestazioni straordinarie e al crollo disastroso del Palermo nel girone di ritorno. Un applauso particolare va al Milan, che a gennaio sembrava una squadra di vecchietti all’ultima spiaggia e che invece è riuscito a diventare campione d’Europa con merito.

In Coppa Uefa vanno Palermo, Fiorentina (che partiva dal pesantissimo -15) e il sorprendente Empoli.

In serie B finiscono il coriaceo Ascoli, il disastroso Messina (che è riuscito nella difficile impresa di arrivare ultimo in campionato) ed il Chievo, che conclude così la sua bella favola iniziata qualche anno fa.

Molte le squadre da lodare anche in zona retrocessione. Come non parlare dello straordinario campionato della Reggina, partita con -11 e già condannata fin dall’inizio, che grazie alla verve del suo allenatore Mazzarri e alla grinta dei suoi attaccanti Bianchi ed Amoruso, è riuscita a salvarsi all’ultima giornata ma è come se avesse vinto uno scudetto. Un applauso anche al Catania, costretto a giocare per quasi tutto il campionato sempre fuoricasa e senza pubblico, dopo le tristi vicende del funesto derby con il Palermo.

E in ultimo permettetemi di spendere due parole nei confronti del Palermo. Fin dall’inizio di campionato era più che certa la qualificazione alla Champions; a dicembre, visti i brillanti risultati, ben pochi storcevano il naso di fronte all’ipotesi di uno scudetto; ma adesso che tutto è finito dobbiamo essere contenti di questa ennesima qualificazione alla Coppa Uefa che tanto abbiamo snobbato quest’anno fino a mandare allo sbaraglio i giovani della primavera per farli umiliare da squadre più blasonate. È stato un campionato atipico quello dei rosanero, un campionato a due facce.

Durante il girone di andata la squadra di Guidolin era un’autentica machina da gol: lo scatenato Amauri aveva sfracellato il ricordo di Toni e grazie alle sue prodezze segnava e faceva segnare, diventando uno degli attaccanti più forti e completi d’Europa; Di Michele inventava magie e irrideva gli avversari con i suoi dribbling da prestigiatore; Corini piazzava rigori e punizioni; Bresciano e Simplicio si inserivano come lame nel burro e sfondavano le difese avversarie; e persino Biava segnava gol spettacolari. Ma poi qualcosa è successo, qualcosa è cambiato, ed è cambiato nel momento in cui il Palermo ha perso lo “scontro diretto” in casa con l’Inter. All’improvviso la squadra si è resa conto di essere “normale”, di avere dei limiti e di non essere assolutamente all’altezza di uno scudetto. I sogni si sono infranti e dopo qualche attimo di smarrimento la squadra è tornata a puntare il suo obiettivo primario: il quarto posto in campionato. E poi è arrivata la tegola: l’infortunio, grave, ad Amauri.

Può una squadra cambiare completamente assetto con la perdita di un solo giocatore? Teoricamente no perché, a memoria mia, c’è stato un solo giocatore in grado di cambiare completamente una squadra e quel giocatore si chiamava Diego Armando Maradona. Amauri non è Maradona e non è neppure un fuoriclasse (almeno non ancora) eppure la sua assenza si è fatta sentire più del dovuto. Al suo posto è subentrato lo scalpitante Caracciolo, che da mesi faceva la muffa in panchina e che non aspettava altro che un’occasione per entrare e riscattarsi. L’occasione ce l’ha avuta ma a quanto pare non è riuscita a sfruttarla.

Non stiamo qui a fare il processo a Caracciolo, addossandogli tutte le colpe del fallimento della squadra, perché sarebbe ingiusto e sbagliato. In fin dei conti tutta la squadra ha avuto un calo fisico drastico, tutti i giocatori hanno iniziato a giocare al di sotto della loro media. Eppure ci si aspettava di più dall’airone, se non altro dal punto di vista caratteriale. Le qualità tecniche di Caracciolo sono indubbie (altrimenti come si spiegherebbero i bei gol che ha realizzato quest’anno), ma è nel momento in cui deve tirare fuori le palle (e scusate il termine, ma quando ci vuole…) che questo ragazzo si perde e si demoralizza. Quello che gli si rimprovera è l’assenza di mordente, di grinta, di voglia. È come se avesse giocato per tutto il campionato con le valigie già pronte di chi sa che a fine anno cambierà maglia. I fischi del pubblico non lo hanno aiutato ma sono certa che in un’altra città farà sicuramente bene.

L’attacco del Palermo è stata una vera maledizione. È arrivato Cavani che si è subito messo in mostra con due gol belli e importanti, ma poi anche lui si è spento e l’infortunio l’ha fatto nuovamente uscire di rosa. È arrivato Matusiak, centravanti della nazionale polacca, che dopo 3 mesi di tribuna scende in campo, segna e si infortuna. E Di Michele ha lottato contro se stesso impappinandosi nei suoi inutili dribbling.

Alla fine dobbiamo essere contenti di questo risultato, perché anche se fossimo arrivati alla qualificazione in Champions, di certo l’ambiente non è ancora pronto per questo grande salto. La squadra non ha esperienza, l’organico andrebbe rivisitato ed il pubblico è troppo immaturo. Se si vuole arrivare in alto allora occorre anche essere umili e guardare con rispetto gli altri obiettivi. E che l’anno prossimo non venga in mente a nessuno di sbarazzarsi subito di impegni come Coppa Uefa e Coppa Italia che distolgono l’attenzione dagli obiettivi primari. Una grande squadra si vede anche da questo, dal modo in cui gestisce tutti gli impegni. E per gestire tanti impegni ci vuole un buon organico, non solo belle parole!



Technorati tags: , , , ,

mercoledì, marzo 28, 2007

Come Dio comanda

Titolo Come Dio comanda

Autore Ammaniti Niccolò

Dati 495 p., rilegato

Anno2006

Editore Mondadori


Varrano è un piccolo centro abitato nel nord-est d’Italia, attraversato da un fiume, circondato da boschi che nelle notti di pioggia riversano fango lungo le strade. Ed in questo piccolo centro le vite dei suoi abitanti scorrono in modo sempre uguale: Rino vive di piccoli lavoretti e cresce da solo il figlio dopo che la madre lo ha abbandonato quando aveva 3 mesi; Cristiano non vede l’ora di terminare gli studi per mettersi a lavorare e comperarsi una Play Station; Danilo annega nell’alcol il dolore per la perdita della figlia e l’abbandono della moglie; Corrado tenta da anni di terminare il suo presepe ed a causa del suo comportamento strano viene considerato “lo scemo del villaggio”; Beppe fa l’assistente sociale e soffoca l’amore per la moglie del suo migliore amico; Fabiana è la ragazza più bella della scuola e trascorre tutto il suo tempo libero con l’amica Esmeralda. Sono vite apparentemente semplici ma che nascondono tormenti interiori e spesso si consumano ai margini della “normalità”. E mentre sognano un futuro migliore si arrabattano per sopravvivere il presente, travolti da mille pensieri molesti e cupi.

Ma una notte molto strana, in cui il cielo ha deciso di versare su Varrano tutta l’acqua del mondo, i destini di queste persone finiscono per scontrarsi, e più nulla potrà mai essere come prima. La gente, con la stessa miscredenza di sempre, chiede a Dio un segno, un “miracolo” e Dio questa sera sembra essere magnanimo ed esaudisce le loro preghiere, infischiandosene della loro stupefazione. Ma siamo così sicuri che ciò che l’uomo chiede lo aiuti veramente ad essere felice? Non sempre è così perché quando è l’uomo a creare il suo destino, allora si finisce per spezzare un equilibrio ed ogni cosa sembra impazzire.

A distanza di 5 anni da “Io non ho paura”, Niccolò Ammaniti torna a stupirci con un altro romanzo forte ed intenso, con un ritmo narrativo incalzante che tiene il lettore incollato alle pagine fino alla fine e lascia senza fiato. Protagonista (come sempre accade nelle storie di Ammaniti) un ragazzino di 13 anni, Cristiano, che vive in un contesto per nulla sereno, con un padre un po’ fuori dalle righe, in una casa dove praticamente manca tutto! Ma tra Cristiano e suo padre c’è un legame viscerale, un bisogno l’uno dell’altro, perché entrambi sanno di non avere nessuno al mondo e che senza l’altro nulla avrebbe più un senso. E sarà proprio il loro amore a salvare le loro vite.

Ammaniti scrive molto bene, è un abile intrecciatore di storie e di vite e questo lui lo sa benissimo, sempre più diventa consapevole di questa sua dote straordinaria. Tuttavia, forse questa sua consapevolezza, lo porta a volte ad eccedere, a diventare quasi prevedibile in alcune forme letterarie, come se volesse ripetere se stesso. La storia poi, sebbene molto intensa e originale, in alcuni tratti ci ricorda un po’ troppo situazioni analoghe ai romanzi precedenti. Vero è che dopo avere letto un romanzo così bello come “Ti prendo e ti porto via”, qualunque altra cosa può apparire banale al confronto, ma stavolta possiamo dire che il finale è più significativo, meno campato in aria e sebbene tante cose restano in sospeso, si ha l’impressione che tutto si sistemerà per il meglio perché l’amore ha trionfato.

Se in un libro cercate un momento di relax, allora ve lo sconsiglio fortemente. Ma se cercate emozioni forti, allora questo libro fa al caso vostro.

Technorati tags: , , ,

venerdì, marzo 23, 2007

Il 7 e l'8

Un film di Valentino Picone, Salvatore Ficarra, Giambattista Avellino. Con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Eleonora Abbagnato, Barbara Tabita, Arnoldo Foà, Remo Girone, Consuelo Lupo, Andrea Tidona, Lucia Sardo, Tony Sperandeo. Genere Commedia, colore, 93 minuti. Produzione Italia 2006.

10 anni fa li potevi trovare in qualche sagra di paese a fare spettacoli gratis sul palco. Oggi riempiono le sale cinematografiche con uno dei film più attesi della stagione. Eccoli qui, Ficarra e Picone, coppia di giovani comici palermitani che si sono fatti strada da soli, passo dopo passo, grazie alla loro bravura, alla loro comicità che spesso si trasforma in ironica interpretazione della realtà, a battute sempre azzeccate che oltre a fare ridere fanno anche riflettere. Non è sempre facile passare dal cabaret di teatro alla televisione e non è altrettanto facile passare dalla televisione al cinema, eppure loro ci sono riusciti con grande disinvoltura e noi siciliani non possiamo che essere orgogliosi di questo.

Il loro intento era quello di fare un film che descrivesse Palermo come una città “normale”, dove non necessariamente occorre fare riferimento alla mafia e dove si può condurre una vita regolare, studiare all’università, lavorare, innamorarsi, sposarsi, avere dei figli e morire di vecchiaia. I due protagonisti, Daniele e Tommaso, sono due ragazzi che vivono in contesti diversi ma che un giorno finiscono per scontrarsi (nel senso più stretto del termine). Ben presto scopriranno di essere nati lo stesso giorno nello stesso ospedale e, collegando una serie di strane coincidenze, si accorgeranno che qualcuno ha scambiato le loro culle ed ha invertito i loro destini. Perché? Che cosa ha spinto un uomo a prendere il destino nelle proprie mani e ad invertire quello che sarebbe stato il corso naturale degli eventi? Solo il finale ci rivelerà questa verità e ci farà comprendere che mai nulla accade per caso.

A sei anni di distanza dal loro primo lavoro cinematografico, “Nati stanchi”, Salvo Ficarra e Valentino Picone tornano quindi sul grande schermo (questa volta anche come registi) con questo film che mostra subito la maturità raggiunta da questi ragazzi, la bravura nell’inserire le battute al momento giusto e di raccontare squarci di vita quotidiana, avvalendosi di personaggi abbastanza rappresentativi e dalle spiccate caratteristiche. Una commedia divertente e piacevole che finalmente da spessore a questo genere cinematografico che purtroppo in Italia spesso vede alternarsi pellicole scadenti e di basso livello. Quello che ci possiamo augurare è che questi due ragazzi continuino a lavorare sempre così bene e a farci ridere ma sempre con il cervello attivo.

Il cast si avvale, oltre che della presenza di spessore di Remo Girone, anche di molti tra i più popolari comici palermitani.


Technorati tags: , , , ,

martedì, marzo 20, 2007

Thank you for smoking


Thank you for smoking
U.S.A, 2005
di Jason Reitman
con Aaron Eckhart, Maria Bello, Cameron Bright, Adam Brody, Sam Elliott, Katie Holmes, William H. Macy, Robert Duvall, Rob Lowe

Se volete potete ostinarvi a definirlo un film politicamente scorretto solo perché per più di 90 minuti non si fa altro che dire che il fumo non fa male, che non esiste nessuna prova certa che provochi il cancro o altre malattie mortali, ma la vera essenza di “Thank you for smoking” è il suo modo di essere così dissacrante, ironico, divertente, cinico, acuto, tagliente e fortemente ispirato. Dopotutto durante tutta la pellicola le uniche sigarette che si vedono sono quelle stampate sui cartelli dove campeggia la scritta “Vietato fumare”.

"Le sigarette sono fighe, facili e danno assuefazione. Praticamente il lavoro è già fatto!" Almeno così la pensa Nick Naylor, portavoce e direttore delle pubbliche relazioni dell'Accademia di Studi sul Tabacco. Fondamentalmente lui è un lobbysta: il suo lavoro consiste nel parlare, nel negare l’evidenza e nell’avere sempre ragione, anche di fronte a ragazzini malati di cancro o a senatori pronti a far stampare sui pacchetti di sigarette il teschio simbolo di morte. Ed il suo lavoro lo svolge magnificamente. E che importanza ha se ciò che devi difendere provoca la morte di 1200 persone al giorno solo negli Stati Uniti? Anche il peggiore degli assassini ha diritto ad essere difeso da un avvocato.

Nick è un personaggio particolare, che ha fatto del parlare un’arte e che si confronta con i suoi due migliori amici, rappresentanti di società di armi e di alcool: un gruppo che si autodefinisce “mercanti di morte” e si perde in discussioni spesso davvero disarmanti come quando fanno a gara su chi procura più morti in un anno. E ancora, per fronteggiare il calo di vendite, è disposto ad andare nelle scuole e a spiegare ai ragazzini che non si deva pensare che fumare fa male solo perché molti lo dicono, ma bisogna provare e poi scegliere, secondo la propria testa, secondo la propria coscienza.

Addirittura è pronto a finanziare un film che mostri personaggi positivi, come Brad Pitt e Catherine Zeta Jones, intenti a fumare e a dare l’aria di essere vincenti, come faceva il buon Humphrey Bogart quando il cinema si faceva spazio nel mondo. Il film è destinato a diventare celebre per delle frasi molto azzeccate e ad effetto, come "La morte ci toglie clienti. Noi vogliamo il cliente vivo e fumatore" oppure "Esponi una tesi, argomentala in modo convincente, e non sarai mai in errore".

Ma “Thank you for smoking” ha suscitato un certo scandalo negli Stati Uniti anche per la scena di sesso con Katie Holmes, la “signora Cruise”. La Holmes interpreta una giornalista ambiziosa e priva di scrupoli, capace di tutto pur di scrivere un bell’articolo e avere successo. Anche lei è vittima del cinismo che avvolge tutti i personaggi del film ed anche lei, dopotutto, ha un mutuo da pagare. Assolutamente da vedere.

Technorati tags: , , ,

sabato, marzo 10, 2007

In memoria di me

Un film di Saverio Costanzo. Con Christo Jivkov, Filippo Timi, Marco Baliani, André Hennicke, Fausto Russo Alesi, Alessandro Quattro. Genere Drammatico, colore, 115 minuti. Produzione Italia 2006.

Dopo il successo al festival di Berlino esce in Italia “In memoria di me”, secondo lavoro del regista Saverio Costanzo”, che narra il percorso formativo di un giovane che decide di diventare prete. Andrea è un giovane benestante che nella vita ha sempre avuto tutto quello che voleva, ma non è mai riuscito a trovare quello che realmente desiderava: l’amore. Convinto che non fosse nei beni materiali ma in quelli spirituali la vera essenza dell’amore, decide di abbandonare tutto per cercare se stesso in un convento gesuita nell’isola di San Giorgio a Venezia.

Il film, con i suoi ritmi lentissimi, animati da continui silenzi e da sguardi emblematici, vuole raccontare la vera essenza del percorso formativo di questi giovani: un percorso formativo duro, che serve a testare la veridicità della fede e che passa attraverso gesti quotidiani semplici ma ripetitivi, attraverso preghiere e letture sacre, attraverso meditazioni spesso strazianti e difficili.

La sensazione finale che si ha, al di là della difficoltà oggettiva a seguire un film volutamente lento e pesante, è un senso asfissiante di claustrofobia. Tutto il film si svolge all’interno di questo convento fatto di ambienti essenziali, di piccole stanze quasi prive di arredamento, di giardini senza fiori, di aule spoglie e di sale da pranzo in cui si mangia in totale silenzio. La maggior parte delle scene sono state girate all’interno di un lungo e largo corridoio, alla fine del quale un’ampia finestra da la visione del mondo esterno, fatto di navi da crociera che transitano, di fuochi d’artificio sparati nei giorni di festa e di luci di una città che sembra così lontana ed irraggiungibile. Il senso di claustrofobia viene alimentato da questo senso di vita che scorre all’esterno mentre all’interno rimane tutto uguale in eterno. Nell’unica scena girata fuori dal convento si viene assaliti da un senso di smarrimento e di paura.

Film difficile da apprezzare, anche perché le sensazioni iniziali, al termine della pellicola, sono di quasi totale stordimento a causa del ritmo asfissiantemente lento. Il silenzio meditativo, necessario ai futuri sacerdoti per mettere alla prova la propria fede, finisce per coinvolgere anche lo spettatore che viene indotto a riflettere a sua volta, come se si trovasse nello stesso luogo con i protagonisti. a vivere, giorno per giorno, il ritmo sempre uguale delle giornate. La trama offre pochi spunti e la quasi totale assenza di colpi di scena ci mette di fronte alla verità: la vita religiosa non è semplice ma difficilissima e controversa. In molti, attratti dal desiderio di cambiare vita, pensano di trovare qui la risposta ma, incapaci di adattarsi a questo stile di vita così austero, vivono (e ci fanno vivere) il loro travaglio interiore e il disagio di chi si crede di non valere nulla nella vita.

Non so se consigliarlo o meno. Ma se avete bisogno di spunti di riflessione sulla vita religiosa allora questo film fa per voi.

Technorati tags: ,